Gara 1
Spies (Yamaha) n˚ 19
Byrne (Sterilgarda) n˚ 67
Fabrizio (Ducati Xerox) n˚ 84
Terror Texas Spies, aiutato da sprazzi di sole nella seconda parte della gara
relega tutti al ruolo di comparse e, con svariati sorpassi alla sua maniera, domina
Il venerdì nella nuova economia dei tempi della Superbike è il giorno deputato ai motori. Dopo aver deliziato le nostre sensibilità estetiche e la nostra voglia di rivivere il passato, rispettivamente, nella giornata di venerdì, con Lola Ponce, cantante consacrata dal musical Notre Dame e dal successo al Festival di San Remo in coppia con Giò Tonno, nonchè bellezza fuori dal comune, e dopo con le rivisitazioni storiche dei cortei di medioevale memoria, finalmente (di venerdì) deliziamo le nostre orecchie con l'alto rombo dei motori, rombo che in terra di Romagna potrebbe anche essere considerato patrimonio dell'umanità e protetto dall'Unesco (tanto arde il tifo in queste parti)! Mentre si fa un gran parlare di strategie e di meteo (Sabato e Domenica si dovrebbero scatenare biblici diluvi) e di quanto questa sia terra rosso ducati, nella prima sessione di libere, in alto, davanti a tutti si insedia qualcosa di blu: è la Yamaha YZF R1 logata Sterilgarda di Ben Spies che ferma i cronometri su 1:38:049. (tanto per mettere le cose in chiaro - forse 7 pole su 7 disponibili non bastano a questo specialista del giro secco. Italia e tribune rosse ammutolite? Neanche per sogno, a 0.105 di ritardo troviamo Micheal Fabrizio, Ducati Xerox team, seguito da J. Rea (Hannspree Ten Kate Honda) con la sua CBR 1000 RR. Faticano le altre grandi, 9˚ e 10˚ tempo per le due Aprilia ed 11˚ e 17˚ per le BMW. Di nuovo in pista per le prime qualifiche, il sole torrido dell'estate riminese porta la temperatura dell'asfalto a 51˚ e gomme e propulsori cominciano a fare le bizze. Risultato: big fuori per lunghi tratti di prove, a limare gli assetti ed a trovare concentrazione e feeling con il mezzo. I più lungimiranti pensano anche ad assetti intermedi o addirittura da bagnato: i guru della strategia continuano a sentire all'orizzonte "tamburi di pioggia". Qualifiche che riportano l'ottimismo nel cuore rosso ducati : 1.37.016 Micheal Fabrizio, davanti di 0.086 al "solito" Spies, ad un ritrovato Kagayama ed al sempre costante Rea. Posizioni invariate nella seconda tornata di qualifiche (scroscio di pioggia alle 10.34 e tempi che si impennano di 20 secondi). Giusto per dare un riferimento della competitività di questo mondiale elenchiamo un solo dato: i venti top bikers che si sfideranno nelle tre tornate di superpole sono racchiusi in 1.425. E su tutto continua a pesare l'incognita meteo: già un violento acquazzone ha "pulito" la pista e fatti crollare la temperatura dell'asfalto di oltre 20˚. La prima sessione di superpole miete Xaus e la sua BMW mentre nella seconda si salva per il rotto della cuffia Biaggi e la sua Aprilia relegando Kagayama, Sykes, Corser e Lanzi. Nell'ultimo turno di superpole, quello per assegnare per prime due file della griglia, succede quello che in pochi avevano preventivato: Smrz, pilota Ceco in forza al team Guandalini Racing piazza una botta da 1.35.435 e issa la sua 1098 R là dove neanche uno generosissimo Rea e lo specialista Ben "pole" Spies riescono a raggiungere. Prima fila completata da Fabrizio con la sua Ducati ufficiale. Seguono Byrne, Haga, Carlos Checa e Kiyonari.
Tutta questa carne sarà tirata fuori domenica ore 12.00 allo start di race 1. Mattinata segnata da scrosci abbondanti ed insistenti di pioggia, con 16˚ sull'asfalto e pista molto scivolosa. Circa 15 minuta prima del via di race 1 smette di piovere ma la pista rimane abbondantemente bagnata anche in traiettoria. La Griglia, schierata nella migliore tradizione del Gp di San marino vede la visita della Reggenza della piccola Repubblica sita in terra italiana. Il warm up lap miete subito Troy Corser che "inciampa" in un cordolo reso viscido dalla pioggia e danneggia seriamente la sua BMW. Tutti pronti, semaforinti e via alla prima gara del Gp di San Marino al Misano Warld Circuit. E vale subito la ragola non scritta delle due ruote: gara bagnata inglese spunta! Ed infatti comando preso al via da Byrne del team sterilgarda ducati che martella tempi notevoli rifilando 2" al giro al trenino che si forma alle sue spalle composto da Smrz, Fabrizio, Spies, Rea ed Haga. Gli altri galleggiano Xaus 11˚, Nakano 12˚, Biaggi 13˚, Parkes 20˚, Nieto 26˚. Se davanti non c'è storia dietro raccoglie gloria a piene mani la BMW, Xaus infila una lunga serie di sorpassi che lo portano alla decima tornata su fino al 6˚ posto alla caccia di Carlos Checa. Complice il timido sole che fa capolino da un cielo plumbeo alle 12.25 che, riscaldando un po' l'asfalto ed cominciando ad intravedersi una sottile lingua di triettoria completamente asciutta, si prova a rimescolare le carte e comincia un vero valzer di cambio moto (cosa permessa dal regolamento). Il primo ad approfittarne ed anticipa tutti è il capolista della classifica mondiale Haga che alla tornata 11 sostituisce la moto con una dall'assetto da asciutto. Nel giro successivo tutti i big fanno la stessa operazione: particolarmente concitato il cambio di Spies che quasi travolge il suo assistente. E con pista "quasi" asciutta comincia il ballo di Terror Texas Spies. Il bolide blu n˚19 in due curve fa fuori Fabrizio, ancora incerto in questa condizione di semiasciutto. Solo all tornata 16 Byrne, forte dei 19" di vantaggio cambia moto lasciando al comando la BMW 111 di Xaus. Ma attenzione dietro è difficile contenere Spies che infila sequenze di Best Lap e, piombando alle spalle di Byrne e della sua ducati lo sorpassa nell'ultima curva prima dtilineo dei box. La nuova classifica è Xaus (ancora in assetto da bagnato), Spies, Byrne, Hacking, Smrz. Ma il divario tra le gomme da asciutto e le altre ormai è troppo grande e basta solo 1 giro per avere la Yamaha 19 al comando